In Libia il "generale" Hiftar ci riprova e dichiara guerra agli islamisti

In Libia le forze armate comandate dal generale deposto Khalifa Hiftar hanno dichiarato guerra al terrorismo jihadista mettendo in dubbio l'autorità del governo di Tripoli. Venerdì scorso, il generale 71enne ha lanciato un'offensiva bombardando alcuni quartieri della città orientale di Bengasi. A Tripoli, i gruppi armati messi insieme dal "generale", hanno assaltato il parlamento. La sede dell'assemblea nazionale è stata evacuata dopo essere stata circondata da diversi veicoli corazzati entrati nella capitale dalla strada che la collega all'aeroporto di Tripoli. Leggi anche Raineri Cronaca di un golpe libico visto soltanto in video
11 AGO 20
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In Libia le forze armate comandate dal generale deposto Khalifa Hiftar hanno dichiarato guerra al terrorismo jihadista mettendo in dubbio l'autorità del governo di Tripoli. Venerdì scorso, il generale 71enne ha lanciato un'offensiva bombardando alcuni quartieri della città orientale di Bengasi. A Tripoli, i gruppi armati messi insieme dal "generale", hanno assaltato il parlamento. La sede dell'assemblea nazionale è stata evacuata dopo essere stata circondata da diversi veicoli corazzati entrati nella capitale dalla strada che la collega all'aeroporto di Tripoli.

La volontà del generale Hiftar è quella di riuscire laddove il governo centrale di Tripoli ha fallito sin dal rovesciamento del regime di Muammar Gheddafi: ristabilire la sicurezza nel paese riunendo in un unico esercito le diverse milizie che detengono il controllo della Libia sul terreno. L'offensiva dell'esercito parallelo di Hiftar ha generato un'escalation nei combattimenti contro le brigate degli integralisti islamici con un'intensità di sparatorie e bombardamenti che ricorda quella del 2011. Il governo libico, dopo il weekend, ha imposto una no-fly zone sui cieli di Bengasi, dove si contano al momento 70 morti e circa 140 feriti in seguito all'offensiva militare.

Dopo l'occupazione del parlamento, il generale Mokhtar Farnana, membro delle forze di Hiftar, si è rivolto alla televisione nazionale annunciando la formazione di un'assemblea costituente composta da 60 membri che dovrebbe prendere il posto dell'attuale parlamento. Rivendicando l'assalto, Farnana ha affermato di avere l'appoggio del popolo libico e di aver dichiarato guerra al terrorismo islamico.

Le autorità di Tripoli hanno immediatamente delegittimato Hiftar e la sua offensiva militare, definita un "colpo di stato", e il ministro della Giustizia ha intimato al generale di deporre le armi. Sulla base di una storica rivalità tra l'est e l'ovest del paese, il timore dell'esecutivo di Tripoli è che esponenti delle élite di Bengasi riescano a imporsi nella zona occidentale. Hiftar ha una storia interessante. Ha già servito l'esercito nazionale durante il regime di Gheddafi, prendendo parte al colpo di stato che nel 1969 portò al potere il colonnello. Nel 1987, durante la guerra tra Libia e Chad, Hiftar viene fatto prigioniero. Gheddafi, che aveva poco prima siglato un accordo in cui si impegnava a ritirare le proprie truppe dal Chad, rinnega Hiftar, il quale viene liberato con un'operazione condotta dagli americani. Da allora decide di unirsi alla diaspora libica in America e per questo viene sospettato dal regime di Gheddafi di essere un agente al servizio della Cia. Dopo quasi vent'anni, il generale torna in Libia unendosi alla rivolta contro il colonnello. Nel febbraio scorso, Hiftar aveva già annunciato la sospensione del parlamento e l'istituzione di una commissione di transizione ma il tentativo non ebbe successo.

Hiftar è considerato un oppositore del vecchio regime, pur avendone fatto pienamente parte in passato. E' esponente della classe media di Bengasi, considerato da alcuni la personalità adatta per riportare l'ordine e ristabilire un governo laico. Il generale sembra avere anche l'appoggio di alcuni leader tribali dell'est - aspetto rilevante dato che qualsiasi autorità centrale libica ha da sempre dovuto catalizzare l'appoggio dei leader tradizionali e dei vari gruppi clanici. Hiftar può inoltre fare affidamento sulla rabbia crescente dei residenti di Bengasi nei confronti delle brigate degli islamisti, come Ansar al Sharia (la milizia responsabile dell'attacco al consoliamo statunitense della città). Il governo di Tripoli si trova invece con una bassissima legittimazione e con una costituzione rimasta, di fatto, inapplicata. Da marzo si sono alternati tre premier diversi, ciascuno incapace di riorganizzare l'esercito e di condurre un'adeguata offensiva contro i terroristi islamici. Sulle effettive possibilità di Hiftar di poter riportare ordine nel caos libico i dubbi tuttavia restano. Una milizia legata al Qaeda, denominato "I leoni del monoteismo", ha già annunciato che si unirà alle forze armate che stanno combattendo le truppe di Hiftar.